Non sono passati che pochi mesi da quando ho finito di leggere “I would do it, if I just knew what it was” di Barbara Sher.
Era un periodo ricco di spunti e idee, tanti zampilli d’acqua che giorno dopo giorno però andavano trasformandosi in una palude di incertezze e punti di domanda.
Che lavoro voglio fare? Dove voglio vivere? Voglio continuare a studiare?
Nei mesi successivi alla laurea queste domande mi sono letteralmente esplose in testa.
Perchè?
Avevo paura.
A 22 anni, in Italia, generalmente non possiedi molto di tuo: io vivevo con i miei genitori e il “rimborso spese” dello stage che stavo facendo serviva a malapena a pagarmi il pranzo. Non avevo molto, per l’appunto. Ma a 22 anni la cosa più importante e, credo di parlare per molti miei coetanei dicendo questo, l’unica che senti veramente appartenerti sono le tue idee.
Spesso mi hanno definito idealista, sognatore, illuso (!), ottimista e oggi voglio e posso dirvi una cosa: lo sono.
Sono un idealista, perchè credo moltissimo nelle idee come espressione dell’intelligenza, come movimento della mente. Le idee sono ingranaggi potentissimi che, se messe nel posto giusto, fanno funzionare meccanismi incredibili.
Sono un sognatore, perchè mi piace non dire subito “no” e “non si può”. Se una persona ha un aquilone ha il diritto di passare un pomeriggio su una spiaggia e provare a farlo volare e nessuno di quelli che sono lì solo a guardare dovrebbe permettersi di dire “no, non può volare”.
Sono un illuso, perchè mi piace credere nel mio istinto. Credere nelle persone, nella buona educazione e nella generosità è qualcosa che nella mia vita mi sta dando delle soddisfazioni immense. E non importa quante persone tristi, maleducate o egoiste incontro per strada. Sono proprio loro che mi fanno capire che se voglio che le cose cambino io per primo devo fare la mia parte.
Sono un ottimista, perché conosco delle persone talmente meravigliose che trovo matematicamente impossibile pensare che il futuro non sarà migliore. Sono ottimista perchè ho due occhi, orecchie, un naso e una bocca e posso vedere, sentire, annusare e assaggiare talmente tante meraviglie che, onestamente, di essere pessimista non ne ho il tempo.
Da idealista, sognatore, illuso (!), ottimista sono partito per l’Irlanda senza ombrello in valigia e con nessun contratto in mano. Prima di partire ho realizzato questo video CV per Blizzard, infondendoci tutto quello che potevo: lingue straniere, recitazione, montaggio, doppiaggio e una buona dose di ottimismo e di speranza.
Nelle settimane successive ho sfruttato tutti i canali che conoscevo per diffondere il video tra appassionati e professionisti chiedendo pareri ed opinioni, con la speranza che prima o poi anche Blizzard lo vedesse.
Atterro quindi a Dublino e cosa succede? Nulla.
(mi par di vedere il pessimista di turno con il tipico sorriso accondiscendente mormorare qualcosa come “te l’avevo detto…”)
Ottimismo però non vuol dire pigrizia. Quel videoCV era solo uno dei tanti tentativi che stavo facendo per trovare lavoro e una volta a Dublino ho continuato (perseverare è diabolico) a mandare CV, arrivando a dedicare letteralmente ore alla scrittura di una singola lettera di presentazione per renderla perfetta.
Passano in questo modo circa tre settimane dal mio arrivo a Dublino. Tre settimane vissute in ostello, incontrando persone nuove ogni giorno – e tenendo comunque d’occhio i ristoranti che cercavano camerieri.
Un venerdì pomeriggio però ricevo due telefonate: Amazon e Blizzard. Due aziende che apprezzo per diversi motivi e con le quali avrei potuto crescere molto. Per farla breve, alle telefonate sono seguite due interviste e poi due offerte di lavoro.
Idealista, sognatore, illuso (!), ottimista, dicevano.
Beh, si, sono io.
Mi chiamo Damiano , ho 23 anni e da oggi lavoro per un’azienda fantastica.
E questo è solo l’inizio.
Bravo Damiano, non mollare mai.
Mi sa che ci scriverò un post sulla tua storia.
L
Ciao Luca.
Ti ringrazio molto per l’incoraggiamento!
Ma come dice la canzone di Avantasia “The story ain’t over”
mi troverò tra poco nella tua stessa situazione post-laurea e di sicuro la tua storia mi sarà di grande ispirazione nonchè motivazione poco ma sicuro.. ah e grazie per il consiglio sul libro, generalmente non leggo quel genere di scritti, ma se a te a portato cosi bene non voglio perdermelo!
Ciao Davide
Intanto complimenti per la laurea imminente, ma soprattutto (come diciamo dalle nostre parti) dàghine! Il libro spero ti possa essere utile come lo è stato a me e fammi sapere, ok?
Ghin darò promesso! certo ti farò sapere se mi illuminerà la via:) per ricambiare già che siamo in tema un libro che ho letto di recente e mi aiutato e ispirato molto è “Quiet” di Susan Cain, te lo consiglio davvero, a presto!
[...] Rapetti che me lo ha segnalato, attraverso i Social Media, ma anche e soprattutto grazie alla sua storia originale: uno dei pilastri della Digital Influence. Altro che le metriche di [...]
Ecco, diciamo che quando sento come tu parli inglese capisco bene quanto mi manchi per parlarlo bene… cioè, dimmi qualcosa tipo che sei di madrelingua inglese, almeno soffro di meno
Pff, magari fossi madrelingua! L’unica cosa che posso dirti è che amo moltissimo l’inglese e mi sforzo tantissimo di parlarlo al meglio, ma c’è tantissimo da migliorare.
(quand’è che ti sentirò parlare? adesso sono curioso!)
Complimenti Damiano!! Splendida storia!! Ad majora semper!
)
Ferdinando
Ti ringrazio Ferdinando!
Eh, questo è il primo capitolo, farò del mio meglio per mantenerla avvincente (un po’ di magia ci vuole sempre in una storia!)
Grande Damiano, anche nel senso di “Damiano è diventato grande”. E il bello comincia ora.
Grazie mille Rita!
Hai assolutamente ragione, e ovviamente non vedo l’ora di cominciare.
I”f you never try you’ll never know just what you’re worth”.

And you are worth a lot, man.
U deserve it
Congrats.
Oh, that’s amazing. Thank you so much Lex, really *_*
[...] Ecco la sua storia: [...]
Grazie di cuore Giovanna, sia per l’incoraggiamento, sia per avermi aiutato a gestire anche le critiche (lezione difficile ma preziosissima)
Congratulations! da parte di uno che, come te, impiega ore a scrivere & rifinire email e presentazioni per i potenziali datori di lavoro o collaboratori! …noterei però che il successo dipende anche dal settore. Hai avuto la fortuna e scelto di appassionarti a qualcosa che mi pare abbia un mercato prospero e in espansione; mentre per quanti puntano su settori poco in linea con le attuali tendenze del mercato o con i bisogni primari dell’umanità, le chances sono molto inferiori a prescindere dall’idealismo tenace e dall’impegno profuso…
Grazie mille Enzo!
Sicuramente settori diversi hanno diversi “bisogni” in termini di persone e competenze, ma la chiave credo stia in ogni caso nel trovare l’approccio che faccia risaltare la nostra “voce”, in modo da far capire che siamo persone che possono apportare novità e guadagno al settore/azienda. I videogiochi sono un mercato che oggi, malgrado quello che possa sembrare, sta attraversando un cambiamento piuttosto forte (e non sempre in senso di espansione). Anche qui c’è bisogno di reinventare e innovare, come in ogni settore. E, soprattutto, non c’è mai sono un modo per fare qualcosa: se lo vuoi in un modo o nell’altro ci arrivi
Ciao Inguaribile Ottimista!!
Grazie per la tua testimonianza!
A differenza tua io faccio parte di quel piccolo gruppo di giovani italiani che è riuscito a trovare IL lavoro, per cui hanno studiato, e per di più prima della laurea! Certo, ho anche scelto un ambito per cui l’Italia è un vanto nel mondo, ma buon per me che con l’inglese non vado molto d’accordo =D
Comunque sono contenta per te, che finalmente fai quello che vuoi nel paese che più ti piace.
Un grande abbraccio dall’alto di un ponteggio a più di 40 metri dal resto del mondo!
Ciao Annika!
Direi che di ottimisti siamo almeno due, allora!
Sono felicissimo per te, specialmente ripensando a tutta la fatica che hai fatto per conquistarti il posto in Accademia, fatica che inizia giustamente ad essere premiata
Ricambio l’abbraccio (occhio a non cadere!)
Ho sempre pensato che fossi una persona speciale! Complimenti!…Continua ad essere un sognatore, un idealista e un instancabile ottimista, credi in quello che sei e che potrai diventare! Un abbraccio
Grazie mille Roberta, è bellissimo che tu mi dica una cosa del genere (specialmente perchè sei una professionista del settore
)
Mi sono ritrovata prima a leggere l’articolo “Cercare lavoro: ottimismo non vuol dire pigrizia” e chi ci trovo?? Damiano!!! ma sei proprio tu? che dire…..complimenti, complimenti, complimenti! sei un esempio da seguire! in bocca al lupo per tutto!